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Alimentazione

Spinaci, barbabietole, cioccolato: gli ossalati dove nessuno guarda

📅 28 Settembre 2026✍️ di Fabio Cardone⏱️ 5 min di lettura

Hai ricevuto un referto con la scritta “calcoli di ossalato di calcio” e il medico ti ha detto di stare attento agli ossalati. Hai tolto gli spinaci, forse le noci, e pensi di aver fatto il necessario. Ma nella tua dieta quotidiana ci sono altri alimenti che contengono ossalati in quantità rilevante — alimenti che nessuno ti ha nominato, perché sembrano innocui o addirittura salutari.

Gli ossalati sono composti naturali presenti in moltissimi vegetali. Quando l’intestino ne assorbe in eccesso, una parte finisce nelle urine e può legarsi al calcio formando cristalli. Se sei predisposto, quei cristalli diventano calcoli. Il punto non è eliminare tutti gli ossalati dalla dieta — sarebbe impossibile e inutile — ma conoscere quali cibi ne contengono di più, soprattutto quelli che non ti aspetteresti.

Perché proprio l’ossalato di calcio è il tipo di calcolo più comune?

L’ossalato da solo non fa danno. Il problema nasce quando si incontra con il calcio nelle urine in concentrazioni elevate e in un contesto in cui si beve poco, si suda molto o si mangia in modo squilibrato. L’intestino sano ne assorbe una quota limitata ed elimina il resto con le feci. Ma alcune condizioni — una flora intestinale alterata, certi problemi di assorbimento, o semplicemente una quantità molto alta di ossalati ingeriti — possono aumentare la quota che arriva ai reni.

Ecco perché la dieta conta, ma non è l’unico fattore. E perché conoscere le fonti nascoste di ossalati è utile anche se si mangia già “sano”.

Quali sono i cibi ad alto contenuto di ossalati che sorprendono di più?

Gli spinaci e il rabarbaro sono noti. Meno noti sono questi:

  • Barbabietole rosse: sia crude che cotte contengono una quantità elevata di ossalati. Sono spesso consigliate per il ferro e il folato, ma se hai calcoli di ossalato di calcio è un alimento da discutere con il medico o il dietista.
  • Cioccolato fondente: più è fondente, più è ricco di ossalati. Il cacao in polvere è tra le fonti più concentrate in assoluto. Un quadretto non è la stessa cosa di una tazza di cioccolata calda fatta con cacao puro.
  • Mandorle e frutta secca in generale: le mandorle in particolare hanno un contenuto di ossalati tra i più alti tra la frutta secca. Anacardi e arachidi (tecnicamente legumi) seguono a ruota. Non sono un pericolo per tutti, ma per chi è già predisposto è facile esagerare credendo di fare uno spuntino leggero.
  • Tè nero: una delle fonti più sottovalutate. Chi beve tre o quattro tazze al giorno introduce una quantità di ossalati non trascurabile, anche perché il tè viene bevuto in grandi volumi e spesso in modo abituale.
  • Patate dolci (batate): negli ultimi anni sono diventate molto popolari per il loro profilo nutrizionale. Contengono però ossalati in quantità rilevante, soprattutto se mangiate con la buccia.
  • Crusca di frumento e cereali integrali: il passaggio al “tutto integrale” è spesso raccomandato per la salute in generale, ma la crusca — in particolare quella di frumento — è ricca di ossalati. Chi mangia grandi quantità di pane integrale, crackers integrali e cereali della colazione ad alto contenuto di crusca dovrebbe tenerne conto.
  • Prezzemolo e erbe aromatiche concentrate: usati freschi in piccole quantità non creano problemi particolari. Ma il prezzemolo in dosi abbondanti, o usato come centrifugato o estratto, cambia il discorso.

Basta toglierli dalla dieta?

No, e sarebbe anche controproducente farlo da soli senza una valutazione. Ci sono almeno due ragioni.

La prima: eliminare interi gruppi di alimenti senza criterio rischia di creare squilibri nutrizionali che alla lunga creano altri problemi — e non necessariamente riducono il rischio di calcoli se non si interviene anche su altri fattori, come l’idratazione o l’apporto di calcio con i pasti.

La seconda, meno intuitiva: il calcio assunto durante i pasti si lega agli ossalati già nell’intestino, impedendo loro di essere assorbiti. Questo significa che eliminare il formaggio o il latte pensando di fare bene può in realtà aumentare la quota di ossalati che arriva ai reni. È uno dei motivi per cui la gestione dietetica dei calcoli di ossalato di calcio va discussa con un professionista, non improvvisata.

Cuocere i cibi fa differenza?

In parte sì. La cottura in acqua abbondante — la bollitura — riduce il contenuto di ossalati negli ortaggi, perché una quota si disperde nell’acqua di cottura. Scolare bene e non riutilizzare quell’acqua per zuppe o minestre aiuta. La cottura al vapore o al forno riduce meno gli ossalati rispetto alla bollitura.

Non è una soluzione definitiva, ma per alimenti come le barbabietole o le bietole può fare una differenza concreta rispetto a mangiarli crudi o estratti in centrifughe.

L’acqua che bevi cambia qualcosa?

Sì, e non solo per la quantità. Bere molto durante la giornata — in modo da produrre urine chiare e abbondanti — è uno dei comportamenti più utili in assoluto per chi ha avuto calcoli di ossalato di calcio. Diluisce i sali nelle urine e riduce la probabilità che si formino cristalli. Il tipo di acqua (calcica, oligominerale) è un dettaglio che vale la pena discutere con il medico sulla base del tuo specifico profilo urinario, non una scelta da fare in autonomia.

Domande frequenti

Se mangio un alimento ricco di ossalati una volta ogni tanto, è un problema?

In genere no, ma dipende dalla tua situazione individuale, dalla frequenza reale e da cosa mangi nel resto della giornata. Non è il singolo episodio che conta, ma il pattern abituale. Il tuo medico o dietista può aiutarti a capire quanto margine hai.

Le verdure a foglia verde sono tutte da evitare?

No. Lattuga, radicchio, cavolo cappuccio, broccoli, cavolfiore e finocchio hanno un contenuto di ossalati molto più basso rispetto a spinaci, bietole e barbabietole. Non sono tutti uguali: le verdure senza ossalati in quantità rilevante esistono e possono restare nella dieta quotidiana.

Devo fare analisi delle urine periodiche se ho già avuto calcoli?

È una domanda da fare al tuo urologo o nefrologo. In molti casi il monitoraggio periodico delle urine delle 24 ore aiuta a capire se la dieta e le abitudini stanno funzionando — ma il tipo di esame, la frequenza e l’interpretazione dei risultati spettano al medico.

Se hai avuto calcoli di ossalato di calcio o il tuo referto indica valori alterati, il passo più utile è parlare con il tuo medico curante o con uno specialista (urologo o nefrologo) prima di modificare la dieta in modo significativo.

Fabio Cardone

Fabio, dopo anni di trascuratezza, si è ritrovato a dover affrontare calcoli renali multipli. Col tempo ha sviluppato un metodo personale basato sull’attività fisica moderata, alimentazione controllata e piccole autoanalisi domestiche, che ora condivide con i lettori.