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Brufen a stomaco vuoto durante la colica: ecco cosa cambia

📅 10 Settembre 2026✍️ di Chiara Lucarelli⏱️ 5 min di lettura

Hai una colica renale in corso, sei piegato in due, e in casa hai il Brufen. Magari te lo ha già prescritto il medico per queste emergenze, o magari lo stai considerando da solo perché è quello che hai nel cassetto. In quel momento l’ultima cosa a cui pensi è se hai mangiato qualcosa. Eppure la questione stomaco vuoto o pieno quando si prende ibuprofene — questo è il principio attivo del Brufen — non è una formalità da foglietto illustrativo.

Cosa fa l’ibuprofene sullo stomaco, in breve

L’ibuprofene appartiene alla famiglia dei FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei). Agisce bloccando alcune sostanze che producono infiammazione e dolore, ma quelle stesse sostanze hanno anche un ruolo protettivo sulla mucosa gastrica — cioè sul rivestimento interno dello stomaco. Quando l’ibuprofene le inibisce, lo stomaco perde una parte della sua difesa naturale contro l’acido che produce.

Prendere il farmaco a stomaco completamente vuoto significa che quell’acido non ha niente con cui interagire se non la mucosa stessa. Il risultato più comune è un bruciore, nausea, a volte un dolore epigastrico — cioè nella parte alta dell’addome — che si aggiunge al dolore del calcolo. In alcune persone, nel tempo, questo meccanismo può favorire irritazione o erosioni della mucosa.

Mangiare qualcosa cambia davvero qualcosa?

Sì, ma con una precisazione importante. Un piccolo pasto o anche solo uno spuntino leggero prima o insieme alla compressa riduce l’effetto diretto del farmaco sulla mucosa gastrica. Il cibo crea una sorta di cuscinetto fisico e tampona in parte l’ambiente acido. Non elimina il rischio — i FANS restano FANS — ma lo riduce in modo significativo.

C’è però un aspetto che molti non conoscono: il cibo può rallentare leggermente l’assorbimento dell’ibuprofene, cioè il tempo che passa prima che il farmaco entri in circolo e cominci ad agire. In una colica, dove il dolore è acuto e ogni minuto pesa, questo può sembrare un problema. In realtà la differenza in termini di tempo è modesta, e l’effetto antidolorifico arriva comunque. Non è una ragione sufficiente per esporsi inutilmente al rischio gastrico.

Durante una colica lo stomaco è già sotto stress

Questo è un punto che vale la pena capire bene. La colica renale attiva il sistema nervoso autonomo in modo intenso: nausea e vomito sono tra i sintomi più frequenti, anche quando il rene è lontano dallo stomaco anatomicamente. Lo stomaco durante una colica è spesso già contratto, irritato, sensibile. Aggiungere un FANS a stomaco vuoto in quel contesto può peggiorare la nausea e rendere difficile tenere giù il farmaco.

Se vomiti la compressa poco dopo averla presa, non ottieni nessun effetto antidolorifico e hai comunque esposto la mucosa all’acido. Dal punto di vista pratico, anche solo qualche biscotto secco, una fetta di pane, un po’ di latte — qualcosa che si riesce a mandare giù — cambia le cose in meglio.

Quando l’ibuprofene non va preso, indipendentemente dal pasto

Ci sono situazioni in cui il Brufen non è la scelta giusta per gestire la colica, a prescindere da tutto il resto. Se hai già avuto problemi gastrici seri — ulcera, gastrite erosiva, sanguinamenti — il tuo medico probabilmente ti ha già detto di evitare i FANS. Lo stesso vale se prendi altri farmaci che interagiscono con questa famiglia, come anticoagulanti o cortisonici. E vale se hai problemi renali già diagnosticati: i FANS possono ridurre il flusso di sangue al rene, e un rene già in difficoltà non ha bisogno di questo ulteriore carico.

Se non sei sicuro di essere nella condizione giusta per usarlo, la telefonata al medico o alla guardia medica viene prima della compressa.

I segnali che richiedono il pronto soccorso, non il Brufen

Alcuni quadri durante una colica non si gestiscono a casa. Se compare febbre alta insieme al dolore al fianco, è un segnale che potrebbe esserci un’infezione delle vie urinarie in risalita — una situazione che richiede valutazione urgente. Lo stesso vale per sangue nelle urine in quantità abbondante, per un dolore che non accenna a cedere nonostante i farmaci, per l’impossibilità di urinare, o per un vomito che non si ferma e impedisce di idratarsi. In questi casi il pronto soccorso è la destinazione, non il cassetto dei medicinali.

Cosa fare in pratica

Se il tuo medico ti ha già indicato l’ibuprofene come farmaco da usare per le coliche e non hai controindicazioni note, prima di prenderlo cerca di mangiare qualcosa di leggero — anche poco. Non serve un pasto completo: basta qualcosa che non sia uno stomaco vuoto. Bevi acqua a sufficienza, che aiuta sia la digestione del farmaco che il transito del calcolo. E tieni presente che l’ibuprofene gestisce il dolore ma non risolve la causa: il calcolo è ancora lì, e il follow-up con il medico serve a capire cosa fare dopo.


Posso prendere il Brufen durante la colica anche se ho lo stomaco sensibile?

Dipende da quanto è sensibile e da cosa intendi. Un fastidio gastrico occasionale è diverso da una gastrite diagnosticata o da un’ulcera pregressa. Se hai avuto problemi gastrici seri in passato, chiedi al medico prima: ci sono alternative ai FANS per gestire il dolore da colica.

Se vomito subito dopo aver preso la compressa, posso riprenderne un’altra?

Non decidere da solo. Contatta il medico o la guardia medica e descrivi la situazione: vomito persistente durante una colica è già di per sé un motivo per farsi valutare, e la gestione del farmaco in quel contesto va concordata.

Il Brufen scioglie o elimina il calcolo?

No. L’ibuprofene agisce sul dolore e sull’infiammazione, non sul calcolo. Il calcolo rimane dov’è finché non viene espulso naturalmente o trattato con procedure specifiche. La gestione del calcolo in sé è una questione separata, da affrontare con lo specialista — di solito un urologo o un nefrologo.

Per qualsiasi dubbio su come gestire la tua situazione specifica, parla con il tuo medico curante o con lo specialista di riferimento.

Chiara Lucarelli

Chiara ha avuto il suo primo episodio di calcoli renali durante gli studi. Il disagio l'ha portata a interessarsi a metodi naturali di prevenzione, che ora racconta sul blog, puntando su uno stile di vita attivo, ricette e consigli pratici per prevenire il ritorno dei sintomi.