Strumenti gratuiti
Home › Prevenzione › Calcolo renale durante il travaglio: ecco cosa cambia
Prevenzione

Calcolo renale durante il travaglio: ecco cosa cambia

📅 24 Settembre 2026✍️ di Sabrina Ferrini⏱️ 5 min di lettura

Sei in travaglio, o stai per esserlo, e sai già di avere un calcolo renale. Oppure hai appena iniziato ad avere un dolore al fianco che non assomiglia alle contrazioni e non riesci a capire cosa stia succedendo. Questa è una delle situazioni più difficili da gestire in ostetricia, non perché sia necessariamente pericolosa, ma perché il contesto cambia tutto: il corpo sta facendo due cose contemporaneamente, e i margini di intervento sono diversi rispetto a qualsiasi altro momento.

La risposta breve è questa: durante il travaglio, il calcolo renale non scompare, ma la gestione del dolore viene adattata alla fase del parto e alle condizioni di entrambi — madre e bambino. Non si fanno le stesse cose che si farebbero fuori dalla gravidanza, e nemmeno le stesse cose che si farebbero al quarto mese. L’équipe che ti segue valuta ogni aspetto in tempo reale.

Come si distingue il dolore da calcolo dalle contrazioni?

Non è sempre possibile distinguerli da soli, e questo è il punto più importante da capire. Il dolore da colica renale — causato dal calcolo che si sposta lungo l’uretere, il tubicino che collega il rene alla vescica — è tipicamente un dolore al fianco che può irradiarsi verso il basso, verso l’inguine o il pube. È spesso ondulante, può essere molto intenso, e non segue il ritmo delle contrazioni uterine.

Le contrazioni, invece, seguono una cadenza, si intensificano progressivamente e coinvolgono prevalentemente l’addome. Ma durante il travaglio avanzato i due dolori possono sovrapporsi e confondersi. Il personale del reparto ha strumenti per orientarsi — il monitoraggio fetale, la palpazione, eventualmente un’ecografia al letto — ma tu non puoi aspettarti di riuscire a fare questa distinzione da sola. Segnala il dolore con precisione: dove è, come si muove, se è diverso dalle contrazioni che hai già avuto.

Cosa può fare l’équipe medica in questa fase?

Le opzioni cambiano rispetto alla gravidanza normale o alla situazione fuori dalla gravidanza, e cambiano anche in base a quanto sei avanzata nel travaglio.

Sul fronte del dolore, alcune categorie di farmaci che si usano normalmente per la colica renale non vengono usate — o vengono usate con molta cautela — a ridosso del parto. Altri invece sono compatibili anche in questa fase. La scelta spetta ai medici che ti seguono, che valuteranno le condizioni del bambino, la fase del travaglio e la tua situazione specifica. Se è già in atto un’analgesia epidurale per il travaglio, l’équipe valuterà come questo interagisce con il quadro complessivo.

Sul fronte del calcolo in sé: di solito, se il calcolo non sta causando un’ostruzione completa del rene e non ci sono segni di infezione, si tende a rimandare qualsiasi procedura urologica al post-parto. Il travaglio è già uno stress fisico importante, e aggiungere un intervento in questo momento è un’opzione riservata a situazioni specifiche.

Quando il calcolo diventa un’urgenza vera anche durante il parto

Ci sono situazioni in cui il calcolo smette di essere “un problema da gestire insieme al travaglio” e diventa una priorità medica autonoma. Devi riferire immediatamente al personale se hai:

  • febbre alta insieme al dolore al fianco — può indicare un’infezione renale, che in gravidanza e nel peri-parto è una complicanza seria
  • impossibilità totale di urinare o riduzione molto marcata della quantità di urina
  • dolore che non cede in nessun modo e continua ad aumentare
  • vomito che non si ferma e ti impedisce di tenere qualsiasi cosa
  • sangue nelle urine in quantità abbondante

Questi non sono segnali da valutare “quando c’è tempo”: vanno comunicati subito, anche durante il travaglio, anche se pensi che possano dipendere da altro. Il personale è lì proprio per fare la distinzione.

Il calcolo può complicare il parto stesso?

In assenza di ostruzione o infezione, nella grande maggioranza dei casi il calcolo non modifica il decorso del parto. Il travaglio e il parto procedono indipendentemente dalla presenza del calcolo. L’utero e il tratto urinario sono strutture diverse, e anche se si trovano vicine — e in gravidanza l’utero comprime fisica­mente i reni e gli ureteri — il calcolo non blocca il parto né lo accelera.

Quello che può succedere è che il dolore aggiuntivo renda il travaglio più difficile da gestire soggettivamente, e che le decisioni sull’analgesia debbano tenere conto di questo fattore in più. Ma non è detto che un calcolo presente durante il travaglio si trasformi in un problema per il bambino.

Cosa succede dopo il parto?

Il post-parto è il momento in cui si affronta il calcolo in modo più diretto. I farmaci che erano sospesi o limitati possono essere rivalutati, e le procedure urologiche — dalla litotrissia, cioè la frantumazione del calcolo con onde d’urto, all’ureteroscopia, cioè l’esame con uno strumento sottile che risale le vie urinarie — possono essere programmate senza i vincoli imposti dalla gravidanza.

Se stai allattando, anche questo è un elemento da discutere con i medici, perché alcune sostanze usate nelle procedure o nei farmaci possono passare nel latte. Non è un problema irrisolvibile, ma va gestito con il neonatologo e l’urologo insieme.

Nei giorni dopo il parto, molte donne notano che il calcolo si muove o viene espulso spontaneamente: l’aumento del volume di liquidi che spesso accompagna il post-parto, insieme alla riduzione della pressione dell’utero sulle vie urinarie, può favorire questo passaggio. Ma non è garantito, e non va dato per scontato.

Il calcolo può bloccare il travaglio?

No. Il calcolo si trova nelle vie urinarie, che sono separate dall’utero e dal canale del parto. Salvo situazioni molto particolari e valutabili solo con esami, il calcolo non interferisce meccanicamente con il decorso del travaglio.

Devo dirlo all’ostetrica anche se l’ho già detto al medico?

Sì. Tutte le persone che ti assistono devono sapere che hai un calcolo renale. Questo permette a chiunque sia in turno di interpretare correttamente un dolore insolito e di non attribuire tutto alle contrazioni.

Se il calcolo non è uscito durante la gravidanza, esce prima o poi da solo?

Dipende dalle dimensioni e dalla posizione. Calcoli piccoli si espellono spesso spontaneamente con le urine; quelli più grandi o in posizioni difficili possono richiedere un intervento. Questa valutazione va fatta con l’urologo dopo il parto, con un’ecografia o altri esami.

Se durante il travaglio o nel post-parto hai sintomi che non ti convincono, parlane con il medico o con l’ostetrica senza aspettare: in questa fase è sempre meglio chiedere.

Sabrina Ferrini

Sabrina, dopo aver affrontato più episodi di calcoli renali, ha organizzato un gruppo di supporto online dove scambiare dubbi e soluzioni. Nel blog porta storie vere, suggerisce rimedi casalinghi e dà spazio ai racconti dei suoi lettori, credendo nel potere della condivisione.