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Rimedio con bicarbonato di sodio per i calcoli: usare o evitare? I pro e contro spiegati dagli urologi

📅 31 Luglio 2026✍️ di Tommaso Lombardini⏱️ 6 min di lettura

Negli ultimi mesi ho ricevuto decine di messaggi da giovani sportivi che mi chiedono se il bicarbonato di sodio possa “sciogliere” i calcoli. Capisco la tentazione: è economico, si trova ovunque e nell’ambiente sportivo è noto da anni per tamponare l’acidità muscolare. Ma quando il tema sono i reni, la scorciatoia rischia di essere un vicolo cieco. Qui metto in fila, senza giri di parole, cosa ho imparato sul campo e cosa dicono gli urologi.

Perché il bicarbonato entra nella conversazione

Il bicarbonato alcalinizza. In pratica rende meno acida l’urina. Per alcuni tipi di calcoli, come quelli di acido urico, un’urina più alcalina può ridurre la tendenza a formare cristalli. È la ragione per cui ogni tanto qualcuno propone il “rimedio della nonna”.

C’è un però grande come una casa. Il bicarbonato porta con sé sodio. Più sodio significa, per molti, più calcio eliminato nelle urine. E il calcio in eccesso nelle urine è benzina sul fuoco per chi soffre di calcoli di ossalato di calcio, il tipo più comune tra gli sportivi che sudano molto e fanno diete spinte.

In ambito sportivo il bicarbonato viene a volte usato per sforzi ad alta intensità. Ma il contesto renale è diverso. Idratazione, alimentazione e gestione del sodio contano più di qualunque “trucco”. Su questo, gli urologi sono compatti.

Cosa dicono gli urologi: pro e contro, senza sconti

Parto dai pro, perché esistono. L’alcalinizzazione delle urine è una strategia medica riconosciuta per i calcoli di acido urico e, in combinazione con altri interventi, per i calcoli di cistina. In questi casi, alzare il pH urinario può aiutare a prevenire nuove formazioni o favorire lo scioglimento dei cristalli più piccoli. Di solito però si preferiscono sali di citrato, in particolare il citrato di potassio, proprio per evitare l’eccesso di sodio.

Arriviamo ai contro, che pesano di più nel mondo reale. Con i calcoli di ossalato di calcio o fosfato di calcio, il bicarbonato può peggiorare la situazione: aumenta il carico di sodio, favorisce la calciuria, e un’urina troppo alcalina può spingere verso precipitazioni di fosfato di calcio. Ancora: nei casi di calcoli da struvite (infezioni urinarie), l’alcalinità è l’ultima cosa che serve, perché questi calcoli prosperano in ambiente basico.

Ci sono poi i rischi sistemici: gonfiore, rialzi pressori, ritenzione di liquidi, squilibri acido-base. Chi ha ipertensione, insufficienza cardiaca o renale dovrebbe starne alla larga. Occhio anche alle interazioni: gli antiacidi possono alterare l’assorbimento di alcuni farmaci. Gli specialisti sono chiari: niente fai-da-te, soprattutto con dosaggi “presi online”.

Il caso concreto che mi ha convinto a cambiare rotta

Mi è capitato di recente un lettore, 27 anni, mezzofondista. Dopo un colpo di renella ha iniziato a bere acqua e bicarbonato post-allenamento “per tenere puliti i reni”. Risultato? Colica vera dopo due mesi. Analisi del calcolo: ossalato di calcio. Aveva ridotto l’acqua per non dover urinare durante gli allenamenti, alzato molto le proteine e usato il bicarbonato. Mix perfetto per aumentare il calcio nelle urine e addensare i minerali.

Con il suo urologo ha cambiato strategia: idratazione distribuita nella giornata, dieta con sale controllato, calcio a tavola ma nel modo giusto, citrato prescritto quando serviva. Niente più “frullati” di bicarbonato. In tre mesi, miglioramento netto di densità urinaria e sintomi azzerati. E sì, ha continuato a correre.

Quando evitarlo senza esitazioni

Se hai calcoli di ossalato di calcio o fosfato di calcio diagnosticati, il bicarbonato raramente è il compagno giusto. Se hai infezioni urinarie ricorrenti o sospette (bruciore, urina torbida, febbre), l’alcalinizzazione può fare il gioco sbagliato. Se segui una dieta a basso sodio o prendi farmaci sensibili alle variazioni di pH gastrico, il rischio supera il beneficio.

Valgono anche le condizioni generali: ipertensione, scompenso cardiaco, insufficienza renale, gravidanza o patologie gastrointestinali particolari. In tutti questi casi, prima si parla con il medico. E non è una formalità: è prevenzione intelligente.

Cosa fare subito se stai pensando al bicarbonato

Non do dosaggi perché non è una bevanda “neutra”. Quello che puoi fare oggi, senza rischi, è impostare bene le basi che gli urologi raccomandano e che a me hanno cambiato la carriera sportiva e la salute renale.

  • Porta l’urina a colore chiaro durante la giornata: per molti significa bere a sufficienza da produrre circa 2 litri di urina al giorno, distribuendo i sorsi (pre, durante e post-allenamento).
  • Controlla il sale: l’obiettivo è tenere basso il sodio nella dieta quotidiana. Anche gli integratori “per sportivi” possono nascondere molto sodio: leggi le etichette.

A tavola, non demonizzare il calcio: 1000-1200 mg al giorno con i pasti aiutano a “legare” l’ossalato nell’intestino e a ridurne l’assorbimento. Piuttosto, riduci gli eccessi di proteine animali e dosa con intelligenza gli alimenti ricchi di ossalato quando sei in periodo a rischio (spinaci, frutta secca, cioccolato, barbabietole). Un tocco di agrumi ai pasti aumenta il citrato urinario, un alleato naturale contro i calcoli.

Se sospetti calcoli di acido urico (storico familiare, urina molto acida, dieta iperproteica), parlane con lo specialista. L’alcalinizzazione mirata esiste, ma si fa con controllo del pH urinario e con preferenza per il potassio, non per il sodio. Qui l’autogestione è il modo più rapido per sbagliare bersaglio.

La tecnologia c’è, ma non sostituisce le basi

Quando il calcolo non si muove o provoca coliche ricorrenti, le opzioni mediche e chirurgiche moderne sono efficaci: dalla Litotrissia extracorporea a onde d’urto alle procedure endoscopiche mini-invasive. Sono strumenti sicuri, ma arrivano dopo che si è fallito sulla prevenzione quotidiana.

Nel mio percorso, il punto di svolta non è stato un “rimedio miracoloso”, bensì la disciplina: acqua sempre a portata di mano, sale sotto controllo, periodi di scarico dagli eccessi proteici e attenzione ai segnali del corpo dopo i lunghi allenamenti in caldo.

Errori tipici che vedo ogni settimana

Il primo è confondere acidità di stomaco e acidità urinaria. Bere qualcosa che placa il bruciore gastrico non significa proteggere i reni. Il secondo è credere che “naturale” equivalga a “innocuo”: il bicarbonato resta una fonte di sodio. Terzo, inseguire la soluzione unica e dimenticare il resto: se non bevi abbastanza, se esageri con il sale, se spingi sempre la carne e gli integratori proteici, nessun trucco ti salverà dalle recidive.

Ultimo, ma cruciale: ignorare i dati. Un semplice esame delle urine con pH, densità e citrato dice già moltissimo. Aggiungi un’analisi del calcolo quando possibile e il quadro si fa nitido. Solo così l’urologo può dirti se e come alcalinizzare, e con cosa.

Il mio consiglio operativo finale

Prima di sperimentare il bicarbonato, metti a punto la triade acqua-sale-citrato naturale. Se i sintomi persistono o temi calcoli di acido urico, confrontati con lo specialista per una strategia su misura e un monitoraggio del pH urinario a casa. È un approccio lento ma vincente, quello che evita ricadute e giornate al pronto soccorso.

Per chi corre, pedala o nuota molto: programma l’idratazione già dal giorno prima, dosa il sodio degli integratori e non strafare con i “booster” senza una ragione clinica. L’idea di “tamponare tutto” con il bicarbonato è seducente, ma spesso è la scorciatoia che porta fuori strada. Meglio una prevenzione noiosa oggi che una colica domani.

Nota per i lettori abituali: le raccomandazioni su sodio e idratazione sono allineate ai limiti indicati dall’Organizzazione mondiale della sanità. Se hai dubbi sul tuo quadro clinico, passa dal medico di base o dall’urologo del tuo territorio: nel nostro Servizio sanitario nazionale ci sono percorsi rapidi per chi ha coliche ricorrenti.

Tommaso Lombardini

Tommaso ha avuto il suo primo calcolo renale dopo anni di sport agonistico e una dieta sbilanciata. Ha imparato quanto l’alimentazione e la corretta assunzione di acqua possano fare la differenza e utilizza il blog per rivolgersi ai giovani sportivi.