La prima terapia contro i calcoli renali non è un farmaco: è l'acqua. Ma "bevi di più" è un consiglio inutile finché non diventa un numero, e quel numero non è uguale per tutti — dipende da quanto pesi, da quanto ti muovi e dal caldo che fa dove vivi.
Metti i tuoi dati e ottieni il tuo obiettivo giornaliero, con il modo per verificare da solo se lo stai davvero raggiungendo.
Da dove esce questo numero
Il punto di partenza è il peso corporeo, perché il fabbisogno di liquidi scala con la massa. Sopra ci sono tre correzioni: l'attività fisica, che aumenta le perdite con il sudore e il respiro; il clima, ed è la ragione per cui i calcoli renali hanno un picco estivo documentato; e la tendenza personale a sudare, che a parità di tutto il resto cambia parecchio da persona a persona.
Il conto include solo i liquidi che bevi. Il cibo porta altra acqua, ma non entra in questo obiettivo: serve un margine, non un calcolo al millilitro.
Il vero controllo non è il bicchiere: è il colore
Contare i bicchieri funziona per una settimana, poi si smette. Il controllo che regge nel tempo è un altro e ce l'hai addosso: il colore delle urine. Chiare, tendenti al paglierino tenue, per quasi tutta la giornata: stai bevendo abbastanza. Gialle cariche o ambrate: non stai bevendo abbastanza, indipendentemente da quanto pensi di aver bevuto.
Due avvertenze su questo metodo. Al mattino l'urina è fisiologicamente più concentrata e non fa testo. E alcuni integratori, in particolare quelli con vitamine del gruppo B, colorano l'urina di giallo acceso rendendo il segnale inutilizzabile.
Come distribuirla nella giornata
Bere due litri in tre riprese non equivale a berli distribuiti. Quello che protegge il rene è mantenere l'urina diluita per tutte le ventiquattro ore, comprese quelle in cui dormi: è per questo che chi si sveglia di notte fa bene a bere un bicchiere, e che la fascia serale non va lasciata a secco. Nelle giornate di caldo intenso o di sforzo fisico l'obiettivo sale, e sale nel momento stesso in cui stai sudando, non a fine giornata.
Quando questo numero non vale
Ci sono condizioni in cui bere di più è sbagliato o va calibrato da un medico: insufficienza renale, scompenso cardiaco, terapie diuretiche, un solo rene funzionante, gravidanza. In tutti questi casi l'obiettivo lo fissa chi ti segue, non un calcolatore. Questo strumento dà un orientamento generale per una persona adulta in buona salute che vuole prevenire la formazione di calcoli, e non sostituisce il parere medico.